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Candidati M5S Laives 2015

Il Movimento 5 Stelle di Laives si presenterà alle comunali 2015 con una squadra di 9 persone, cittadini incensurati con un obbiettivo comune, riportare il comune a essere la casa del cittadino. Non politici di professione ma per passione, 9 persone che hanno spontaneamente deciso di aderire ad un progetto unico nel suo genere, un movimento politico senza leader ma con un programma che fa da padrone. Nel Comune di Laives abbiamo un Consiglio Comunale “vecchio” che si basa su partiti e liste civiche che nascondono sempre le stesse persone, votare per l’ennesima volta loro significherebbe continuare a rimanere nel “limbo”, in uno stato vegetativo dove si consumano risorse pubbliche ma non si ottengono risultati, ne benefici. Da qui nasce la volontà di questi 9 cittadini che pur sapendo di mettere in gioco la loro persona, il loro tempo, la loro privacy e famiglia, vogliono impegnarsi per cambiare le cose. Certo, non siamo a promettervi miracoli, per quelli ci sono gli altri, noi siamo a porvi un programma elettorale nato in questi 5 anni di opposizione costruttiva che ci ha permesso di apprendere le lacune della macchina Amministrativa e ancor meglio i bisogni dei cittadini che hanno partecipato attivamente attraverso le assemblee pubbliche e per mezzo di internet alle discussioni sulle problematiche ed i deficit presenti sul territorio.

Nell'ottica di proseguire con un progetto politico iniziato nel 2010, per l'esperienza e il coraggio dimostrati in questi anni, il candidato  Sindaco è il Consigliere Comunale uscente Paolo Castelli 37 anni, mentre i Candidati Consiglieri a partire dal capolista sono: Alberto Dell’Osbel 29 anni, Andrea Sbironi 37 anni, Concetta Cosentino 34 anni, Cesare Andreani 64 anni, Mirko Refatti 45 anni, Antonio Candioli 51 anni, Riccardo Ferrari 52 anni e Sara Khattab 27 anni. Pensate bene, se fossimo i soliti arrivisti della politica avremmo potuto tranquillamente entrare in una delle tante liste civiche nate a sostegno dei candidati sindaci di destra o sinistra, invece noi andiamo da soli, questo non vuol dire che abbiamo la presunzione di arrivare al ballottaggio ma la determinazione per affrontarlo, si. Forti del lavoro svolto sul Programma elettorale che nel “malaugurato” caso (per gli altri), arrivassimo al ballottaggio, la parte avversa avrebbe poche scuse per non sostenerlo; nessun miracolo ma impegni calendarizzati volti a realizzare una base sulla quale costruire una città che oggi è considerata periferia.